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Aurelio Paviato - Artigiano di illusioni

Si può dimostrare che la magia non è solo vedere la statua della libertà sparire, o una donna segata in due, o una levitazione? Si possono superare i limiti dell’immaginazione utilizzando soltanto i piccoli oggetti della quotidianità? Ebbene, c’è chi è riuscito in una simile impresa, chi ha trasformato l’arte della fantasia in magia: il suo nome è Aurelio Paviato.

Ammaliato fin da piccolo dalle apparizioni di Silvan in televisione, a quindici anni, durante la sua ricerca di libri sulla “nobile arte dell’illusione”, nelle librerie di Vigevano, si imbatte nel Manuale completo dei giochi di prestigio: si tratta di in una felice quanto inaspettata coincidenza. La seconda parte del testo altro non è che l’edizione clandestina di una pietra miliare della prestigiazione, The Fine Art of Magic di George Kaplan, allievo di Horowitz, a sua volta esponente di un ristretto gruppo di prestigiatori guidati da uno dei più grandi artisti di questo secolo, Dai Vernon, colui il quale ha rivoluzionato l’arte del close-up, o micromagia. Guidato da questa passione, Aurelio conosce il concittadino Salvatore Vinci che gli insegna i primi rudimenti sull’arte magica e lo presenta a Piero Pozzi e Ottorino Bai: ancora una piccola coincidenza porta Aurelio ad iscriversi al Club d’arte magica di Milano come allievo di Tony Mantovani, primo in Italia ad aver divulgato le nuove tecniche di cartomagia e micromagia provenienti dagli Stati Uniti.

Come egli stesso ricorda in molte interviste, è in questo periodo che riceve il “primo buon consiglio” necessario alla sua formazione: resistere alla tentazione di interessarsi contemporaneamente a tutto. Saper scegliere e sapersi concentrare su un solo soggetto, e dedicarsi ad esso con assiduità. Paviato sceglie il close-up.

La sua conoscenza in materia si accresce. Nel 1979 partecipa al Fism di Bruxelles e conosce Roberto Giobbi che lo introduce alla EMM (Escuela Magica de Madrid), un gruppo di studio che si propone di approfondire i vari aspetti della prestigiazione con le carte, cercando di valorizzarne l’aspetto artistico. Ne diventa membro, amplia i suoi contatti internazionali e scopre un nuovo approccio alla prestigiazione. La svolta è nel 1982, al congresso mondiale Fism di Losanna, vince il titolo di campione del mondo di close-up, primo a pari merito con Michael Ammar. Col passare degli anni il mondo della prestigiazione professionistica lo attrae sempre di più e dal 1988 vi si dedica completamente: è l’inizio di un periodo ricco di impegni e di partecipazioni televisive che lo portano in giro per il mondo, da Hollywood fino in Giappone. Dal 1994 per due anni è di casa a “Buona Domenica”, dal ’96 diventa ospite fisso al “Maurizio Costanzo Show. Scrive inoltre vari articoli e saggi su “Genii” (Usa), sulla “Circular della Escuela Magica de Madrid” e sulla rivista italiana “Magia”, per cui, nel 2006, pubblica “Documento sul Mentalismo” e “Il lavoro del prestigiatore”. Dal 2009 collabora in qualità di membro del comitato tecnico-scientifico esterno con la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano nell’allestimento della mostra “Tutto è come appare”, dedicata all’arte della prestigiazione.

È inoltre uno dei soci fondatori dell’ASAP (l’Accademia per lo studio dell’arte della prestigiazione), che si avvale della collaborazione di psicoanalisti di professione e appassionati di arte in generale.

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